La cosa che sorprende di più nel 2019 che aspetta Filippo Tortu è che il 15 giugno compirà soltanto 21 anni. Osservandolo bene da quando il record italiano dei 100 metri lo ha spedito nell’universo degli uomini copertina, l’uomo più veloce d’Italia colpisce soprattutto per la straordinaria maturità e il controllo di se stesso che mostra in ogni occasione: dall’equilibrio con cui ha gestito il quinto posto ai Campionati europei di Berlino, che a qualcuno è suonato ingiustamente come una delusione, al premio di “Uomo dell’anno” negli Awards Gazzetta che hanno messo la ciliegina su una stagione di pubblici elogi e comparsate che avrebbero scombussolato campioni ben più consumati.

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Salvino, il papà allenatore, e Filippo Tortu.

Salvino, il papà allenatore, e Filippo Tortu.

A Capodanno all’estero ma senza fermarsi — Papà Salvino, che lo ha accompagnato nell’ultimo raduno prenatalizio a Formia ma lo ha lasciato giustamente solo a festeggiare il Capodanno all’estero, trova come sempre le parole giuste per definire l’evoluzione del suo ruolo: “Diciamo che i compiti di padre vanno sfumando, mentre quelli di allenatore aumentano sempre più. Filippo è un vero professionista e io sono il suo tecnico a tempo pieno, senza spazi per fare altre cose. Per darvi un’idea dell’impegno che deve affrontare uno sprinter a questi livelli, posso rivelarvi che neanche a Capodanno ha potuto fermarsi per più di due giorni. I grandi pianisti dicono: se non mi esercito per un giorno me ne accorgo io, se non mi esercito per due giorni se ne accorgono gli altri. Insomma, Filippo anche per il 2019 avrà la necessità di allenarsi quasi tutti i giorni”.


Una partenza di Filippo Tortu.

Una partenza di Filippo Tortu.

obiettivo finale mondiale — Non c’è neanche bisogno di chiedere al padre-allenatore per conoscere gli obiettivi sportivi dell’uomo più veloce d’Italia. Innanzitutto scendere ancora sotto i 10” nei 100 e poi migliorare il personale di 20”34 nei 200. Proprio negli ultimi tempi il finanziere, grazie agli studi dell’equipe del professor Paolo Del Bene, capo del dipartimento sportivo della Luiss dove studia, ha risolto i problemi strutturali in curva e nel 2019 potrà allungare la gittata sia in gara sia in allenamento. Entrare in finale ai Mondiali di Doha nei 100 più che nei 200 è il traguardo della stagione ma Filippo arriverà alla stagione all’aperto con due passaggi indoor: correrà infatti i 60 il 1° febbraio a Berlino e dieci giorni prima in un test probabilmente ad Ancona. E poi non mancherà la staffetta 4×100 dei World Relays che si disputeranno a Yokohama in Giappone l’11 e il 12 maggio.

ragazzo maturo, lucido e graffiante — Ma papà Salvino vuole concentrarsi sulla crescita di Filippo soprattutto come persona. “Mi ritengo un uomo fortunato perché lavoro con i miei due figli: con Filippo in pista e con Giacomo nei nostri uffici della Sprint Academy. Ma Filippo pur stando con la famiglia non è un mammone. Appena può sta con gli amici di infanzia e insieme a loro non si perde una partita del cugino Federico che gioca a basket in serie D. Quello che mi sorprende sempre è la sua maturità. Ricordate che cosa disse quando gli chiesero della medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo della staffetta azzurra di colore? Spiegò semplicemente: ‘Non mi ero accorto che fossero di colore’. Le sue risposte sono sempre così: lucide e graffianti. Mai una parola fuori posto, neanche con noi genitori nelle frequenti tavolate di famiglia”.

 Filippo dopo il primato italiano sui 100 stabilito a Buon sangue nonmente Filippo con il papˆ Salvino Madrid

Filippo dopo il primato italiano sui 100 stabilito a Buon sangue nonmente Filippo con il papˆ Salvino Madrid

Passione per De Sica e neorealismo — Lo abbiamo detto tante volte: Filippo è un ragazzo moderno con valori antichi. Eppure ogni volta scopriamo qualcosa di nuovo. “A Formia ci è capitato di parlare molto di cinema – dice ancora papà Salvino –. Lui è appassionato di neorealismo, il suo punto di riferimento è Vittorio De Sica. Sarà perché mio padre era molto amico di Franco Solinas, storico sceneggiatore di registi importanti come Gillo Pontecorvo, Roberto Rossellini e Francesco Rosi. Non lo dico da padre ma devo ammettere che lo trovo preparato su ogni argomento”. Ma proprio lo sport, non il suo, è forse l’unico momento in cui si lascia andare. “Non c’è soltanto la Juventus. In televisione guardiamo tutto, non ci crederete ma riusciamo a tifare anche per lo snooker e le freccette. Io, Filippo e anche mia moglie, anche se non lo dà a vedere. E finché lo sprint non l’ha assorbito del tutto c’era anche lo sport praticato: Filippo era un ottimo cestista ma anche un buon calciatore, nuotatore e sciatore. Anche se sulla pista Stelvio di Bormio il vero specialista di famiglia rimango io…”.

Filippo alla Juventus Stadium.

Filippo alla Juventus Stadium.

Studia all’Università ma quanti impegni — L’unica cosa su cui Filippo non è in anticipo sui tempi è lo studio ma non certo per colpa sua. “Alla Luiss dove studia Economia forse si laureerà con un anno di ritardo, ma trovare il tempo per studiare non è facile. A me interessa soprattutto che anche nel 2019 rimanga sereno. Lo staff tecnico-fisioterapico rimane quello di sempre, basta non rompere il bellissimo equilibrio che si è creato. Ma questo non significa che voglio creargli delle barriere. Se per esempio Filippo volesse andare a vivere da solo so che come padre “sfumato” a vent’anni non potrei impedirglielo. Ma in campo mi farò sempre sentire”.

 Fausto Narducci 

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Fonte: Gazzetta.it