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Bebe Vio, oro olimpico a Rio 2016, è passata ieri al Centro Olimpico Federale di Ostia, quartier generale della Fijlkam, per una giornata di lavoro con il team Toyota. Per l’occasione ha incontrato Luigi Busà, pluricampione mondiale ed europeo: insieme si sono divertiti nella palestra dedicata al karate, dove il “Gorilla” avolese le ha mostrato alcune tecniche e le ha poi regalato il karategi targato Italia. “Ci vediamo a Tokyo” è la promessa con cui i due campioni si sono salutati

LA SFIDA– “Bebe è una persona stupenda oltre che un’atleta incredibile – sottolinea Busà -. Non conosceva il karate e subito ha voluto sapere tutto sul nostro sport, vedere i guantini, il karategi, conoscere come funzionano i combattimenti”. Luigi è conosciuto in tutto il Mondo come uno tra i più veloci karateka, le sue tecniche sono addirittura studiate in Giappone, patria della disciplina. Non appena le ha mostrato un video che lo ritrae mentre combatte con una bambina, sfiorandola al ritmo di 2 tecniche al secondo, la schermitrice azzurra ha voluto provare su sé stessa il brivido di affrontare il campione avolese: “Ha fatto finta di essere tranquilla, ma in realtà era un po’impaurita – scherza l’azzurro -. È davvero di una simpatia unica e contagiosa”. Ma poi è toccato a lui imparare un po’di scherma: “Mi ha mostrato un po’il fioretto, è stato davvero interessante”.


LA PROMESSABebe studia a Trastevere, vicino a dove Luigi si allena con il Centro Sportivo Carabinieri, ma non si erano mai incontrati prima: “L’ho intravista un paio di volte, ma mai ci eravamo presentati – continua Busà -. Ora però siamo d’accordo di trovarci per un caffè un giorno, per conoscerci meglio”. Ma la vera promessa è stata sigillata poco dopo la consegna del karategi: “Mi ha detto che lo indosserà, anche solo come pigiama – scherza – e poi mi manderà una foto. Ci siamo ripromessi di vederci a Tokyo 2020, questo è l’appuntamento più importante a cui nessuno dei due vorrà mancare”. Il karate farà il suo ingresso olimpico ai prossimi Giochi, ma da oggi ha una tifosa in più, e che tifosa!

Fonte: Gazzetta.it