Mirko Fasoli (primo a sinistra) sul podio del Trofeo Rinascita

Mirko Fasoli (primo a sinistra) sul podio del Trofeo Rinascita

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Non è ancora sfumata l’eco di Budrione: a riflettori spenti, i protagonisti della due giorni più intensa dell’anno si raccontano, svelando i retroscena e le emozioni che si sono susseguiti durante l’evento modenese. Classe 1977, fanese, Gianluca Manuelli si è aggiudicato il “41° Pallino d’Oro”, la Parata da sogno riservata a 32 atleti selezionatissimi, provenienti da tutto il mondo. Il trentaduenne veronese Mirko Fasoli (appartenente alla Rubierese), invece, ha conquistato il “Trofeo Rinascita”, la seconda competizione internazionale (alla quale hanno partecipato 832 individualisti), che ha chiuso il doppio appuntamento organizzato dal G.S. Rinascita. Un’occasione, quella di Budrione, per vedere all’opera giocatori di chiara fama e per scovare possibili talenti. A distinguersi, tra gli altri, numerosi atleti elvetici e il ventenne della Arcos Brescia Bocce, Michael Cassetta, salito sul podio del “Rinascita”.

FISICO E TESTA “Quando vinci il “Pallino” di Budrione non puoi che provare emozioni forti – rivela Manuelli, elemento cardine della Montegridolfo -. Ero consapevole di cosa significasse vincere su quelle corsie. Tutti i campioni hanno lasciato il loro segno a Budrione. La partita più impegnativa? Quella contro Paleari, beniamino di casa, contro il quale ho rischiato parecchio”. In finale, il marchigiano ha affrontato il pari età Luca Santucci (A.P.E.R. Capocavallo), cresciuto tantissimo negli ultimi tempi, tanto da essersi guadagnato la convocazione in Nazionale. Il match tra Manuelli e Santucci si è rivelato molto teso: “Del resto eravamo entrambi debuttanti, nel senso che nessuno dei due aveva mai vinto il “Pallino d’Oro”. La mano in cui ho realizzato quattro punti ha segnato la svolta”. Disputare due gare di altissimo livello in due giorni non è cosa da poco. Iniziata intorno alle 14 di sabato, la Parata si è conclusa dodici ore dopo. Infinito pure il “Trofeo Rinascita”, protrattosi dalle 9 di domenica mattina fino a mezzanotte circa. In competizioni di questa caratura non influiscono solo le capacità tecniche ma anche quelle fisiche e psicologiche. “Domenica ho infatti ceduto mentalmente contro Mirko Fasoli, che si è poi aggiudicato la gara”.


Gianluca Manuelli, vincitore del 41° Pallino d'Oro

Gianluca Manuelli, vincitore del 41° Pallino d’Oro

PERSONALITA’ E proprio Fasoli rievoca le fasi salienti del “Rinascita”, che il veneto ha conquistato per la prima volta: “Ero concentrato, non mi sono mai concesso distrazioni. Non mi preoccupavo dell’incontro successivo, preferivo ancorarmi al presente, per procedere passo dopo passo”. Dopo aver rotto il ghiaccio (“nella prima partita ho incontrato le difficoltà maggiori”), Fasoli ha viaggiato con il pilota automatico, fino alla semifinale contro Cassetta. “Perdevo 10-3. Questo ragazzo era in giornata strepitosa, inoltre ha dimostrato grande personalità. Giocava disinvolto, un attaccante puro”. Negli ultimi quattro match, Fasoli se l’è dovuta vedere con Manuelli, Bagnoli, Cassetta e, infine, Zovadelli. “In finale è partito meglio il mio avversario, poi sono andato avanti io e non ho più mollato”. Gara di nervi, giocata sempre con il piede sull’acceleratore, a tutto gas: “Dedico la vittoria alla mia famiglia – continua Fasoli – “in particolare a mia moglie, ai miei tifosi, alla mia società e anche al mio ex compagno e amico dello scorso anno, Giuliano Mirandola”.

ORA CAMPIONATO Dediche analoghe sono rivolte pure da Manuelli, con il pensiero alla moglie e ai figli. L’attenzione di entrambi si sposta ora sulla ripresa del campionato. Sabato è in programma l’ultima giornata del girone d’andata: la CVM Utensiltecnica, in cui milita Manuelli, occupa una posizione di “peso” in Serie A. Fasoli sta invece disputando un campionato di vertice con la sua Rubierese (Serie A2): “L’obiettivo è la promozione nella massima serie”.

 Francesco Servadio 

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Fonte: Gazzetta.it