Il piccolo rush finale (+1,96%) non ha impedito che il 2018 si chiudesse negativamente per il mercato automobilistico italiano: 1.910.025 immatricolazioni – in base ai dati UNRAE – con una perdita del 3,11% rispetto all’anno precedente quando per poco non si era tornati sopra il muro ‘psicologico’ dei due milioni. Non è una sorpresa, ma sicuramente non fa presagire un inizio 2019 a buoni livelli. Sono poche le Case che hanno passato un San Silvestro felice. Tra quelle che hanno superato le 100 mila immatricolazioni, VW (+12,35%) e Peugeot (+3,04%) sono le uniche in crescita mentre fa notizia il tonfo di Fiat (-19,65%) che è scesa sotto la quota del 20% del mercato totale. Resta leader ovviamente ma con il 16,93%, quasi il doppio esatto di VW, mentre per 3.400 unità Ford mantiene il terzo posto nella classifica davanti a Renault.

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EXPLOIT JEEP — Per il gruppo FCA, che deve accusare anche il calo di Maserati (-5,35%), Alfa Romeo (-4,90%) e di Lancia (-19,53%), l’unica soddisfazione riguarda il fenomeno Jeep che in un solo anno è passato dal 2,51% di quota al 4,43%, sfiorando le 85 mila immatricolazioni. Ora è ottava in una classifica che non ha subito sostanziali differenze per le marche sopra 10 mila unità. Uniche annotazioni i cali di Nissan e Mini (rispettivamente –12,94% e –16,97%) e gli incrementi di Volvo (+12.90%), Seat (+13,82%) e Skoda (+9,72%). Nella battaglia tra i brand premium, il calo più o meno della stessa entità, lascia inalterata la graduatoria 2017: Audi è davanti a Mercedes e Bmw. Complimenti a Jaguar che in un anno è cresciuta del 74,13% ma con 750 immatricolazioni in più avrebbe superato quota 10 mila.


LE PRIME DIECI — Va detto che in una stagione dove ha ben poco da sorridere, il gruppo FCA riesce a piazzare sei modelli della top ten: Fiat Panda (n.1 con 124.666 immatricolazioni), Fiat 500 X (terza), Lancia Ypsilon (quarta), Jeep Renegade (quinta), Fiat Tipo (ottava), Fiat 500 (nona). La prima vettura ‘straniera’ è ancora la Renault Clio (seconda, con 51.628 immatricolazioni) mentre le altre ben piazzate sono la Citroen C3 (sesta), la VW Polo (settima) e la Ford Fiesta (decima, con 39.681 immatricolazioni). Interessante un confronto: dai primi dieci del 2017 sono usciti due modelli– Fiat 500 L e VW Golf – sostituiti da Renegade e Polo mentre l’exploit positivo è stato quello della Clio che era quinta l’anno precedente. In compenso la Tipo che era terza dietro Panda e Ypsilon mostra una chiara fase calante.

LE PROPULSIONI — I dati UNRAE permettono anche di capire in quale direzione sta andando l’Italia dell’auto. Per esempio, nonostante il fiorire di modelli a propulsione ‘alternativa”, lo spostamento sarà pure inarrestabile ma resta lento. Nel 2018, la quota di ibride (pure e plug-in) è arrivata al 4,5% che non è poco rispetto al 3,4% dell’anno precedente ma siamo ancora a 87 mila unità. Le elettriche sono cresciute del 148,55% ma le immatricolazioni sono state poco più di 5 mila. Vedremo l’effetto a fine 2019 degli ecoincentivi decisi dal Governo. Tra vetture diesel e benzina è cambiata leggermente la proporzione: nel 2017 era 56,7% contro 31,6%, a fine dicembre è diventata 51,5% contro 31,3% con le ibride ad aver maggiormente conquistato i guidatori pentiti dell’alimentazione a gasolio.

I GUSTI DEGLI ITALIANI — Valutando i dati sulle diverse carrozzerie, la sensazione che i Suv stiano ‘rubando’ un po’ dappertutto alle altre tipologie è confermata dai dati UNRAE: siamo a quasi 560 mila immatricolazioni, ormai vicine al 30% del mercato con + 25,4% di crescita nell’ultimo anno. Solo le fuoristrada non hanno perso quota rispetto al 2017 e pure questo non è un caso, visto che spesso la linea di separazione con le crossover è sottile. I numeri dicono che i guidatori hanno mollato in massa station wagon e monovolume e in una misura del 10% le berline. Nella nostra gallery (sopra), ci sono le prime per ogni carrozzeria.

SEMPRE LE PICCOLE — L’UNRAE fa anche una rilevazione sui sei segmenti tradizionali, al di là delle tipologie di carrozzeria: interessante constatare che nel 2018 c’è stata la crescita solo dell’alto di gamma (+4,2% ma si tratta di 5 mila immatricolazioni all’anno) e di quello medio (+0,9%) mentre sono andati male quello piccolo (-9,4%) e quello superiore (- 11,2%). Queste le leader dei segmenti: Panda (A), Clio (B), 500 X (C), VW Tiguan (D), Bmw Serie 5 (E) e Porsche 911 (F). Colpisce sempre un elemento: metà del mercato italiano resta composto da modelli del segmento A e B. A conferma che nonostante gli sforzi delle Case e la passione per l’automobile, siamo un Paese con capacità bassa di spesa.

 Maurizio Bertera 

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Fonte: Gazzetta.it