Ghiotta opportunità europea l’11 gennaio sul ring di Compiegne, nell’Alta Francia a meno di 100 km. da Parigi, per la veneta Silvia Bortot, 34 anni, passata al professionismo alla fine di marzo 2016, debutto avvenuto nella lontana Thailandia a Bangkok contro la modesta locale Warchrya Chamnankit, battuta sui 6 round. Dopo quel combattimento, la veneta ha combattuto sempre in Italia, ottenendo in totale 5 vittorie e un pari, quest’ultimo contro la connazionale Alessia D’Addario, già avversaria tra le dilettanti, dove entrambe hanno conquistato il tricolore. Nell’ultimo match disputato il 18 ottobre 2018 in Alta Valtellina nel comasco, la Bortot ha affrontato e battuto la serba Aleksandra Vujkovic (4-8-1), e una settimana dopo, sul ring di Laon in Francia, la stessa Vujkovic, pareggiava con la Meron, sempre sui 6 round. Un confronto indiretto a favore dell’italiana, anche se fa testo relativamente.

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ALL’ATTACCO Per la veneta nata a Motta di Livenza, sarà l’occasione della sua prima trasferta all’estero, che vale la cintura europea, affrontando la transalpina Marie Helen Meron (5-0-1), 31 anni, dal record identico all’italiana, col vantaggio di 7 anni meno e l’apporto non indifferente del pubblico che la sosterrà con calore. La sfida vale la vacante cintura dei superleggeri, categoria finora senza alcuna campionessa di casa nostra. La veneta è una combattente votata all’attacco, mentre la sua avversaria preferisce combattere di rimessa, molto mobile che godrà del vantaggio del fattore campo e di una certa benevolenza dei giudici, sempre sensibili all’atleta di casa. Anche se il pronostico gioca a favore della Meron, non si tratta di una sfida impossibile. D’altronde la francese non è una fuoriclasse, come dimostra il pari casalingo contro la modesta Alexsandra Vujocovic, montenegrina di 27 anni, residente in Serbia nell’ultimo confronto sostenuto lo scorso ottobre. L’italiana dovrà disputare un match generoso, tenendo l’iniziativa ed evitando di farsi anticipare dai colpi lunghi della rivale.


FATTORE CAMPO Tenendo conto che il fattore campo avrà sicuramente il suo peso, la Bordot, per vincere dovrà ottenere un chiaro vantaggio, lungo l’arco dei dieci round. La più longeva italiana a detenere il trofeo continentale è stata Simona Galassi, che conquistò la corona dei mosca nel 2013, difendendola fino al 2015, quando lasciò volontariamente il titolo. Nel recente passato, tra il 2015 e il 2016, ci provò per ben tre volte Anita Torti (10-6-1) nei leggeri, nata in Madagascar da papà italiano, residente a Milano, alternando l’attività forense come avvocato civilista alla pratica della boxe Nella storia europea femminile, l’Italia ha conquistato titoli con sette atlete. Nei mosca con Stefania Bianchini (2003-2004), Simona Galassi (2007-2015) e Loredana Piazza (2016), nei supermosca con Maria Rosa Tabbuso (2002-2003), nei supergallo con Emanuela Pantani (2007), nei piuma con Maria Moroni (2002-2003) e con Vissia Trovato (2016), l’11 giugno 2016 in Svizzera, ultima italiana a detenere una cintura europea. Un mese prima Loredana Piazza, faceva suo il titolo mosca.

MONDIALE Anita Torti è stata l’ultima a tentare la conquista continentale, il 5 novembre 2016, sul ring di Lomiaski in Polonia per la categoria leggeri, ma veniva superata ai punti dalla locale Ewa Brodnicka (16) che nel frattempo ha conquistato il mondiale superpiuma WBO che ha già difeso due volte. Venerdì prossimo in Francia, sarà la volta della veneta Silvia Bortot e tentare la conquista di un europeo che manca dall’Italia da due stagioni.

 Rocky Giuliano 

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Fonte: Gazzetta.it