Simone Inzaghi, 42 anni. Getty

Simone Inzaghi, 42 anni. Getty

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La settimana più lunga della stagione volge al termine. All’atto che la chiuderà in un senso o nell’altro mancano 24 ore e ora solo a quello, al match con la Sampdoria, Simone Inzaghi vuole pensare. “In questi giorni si è sentito di tutto. Io ribadisco quello che hanno già detto i dirigenti. Questo che abbiamo fatto non era un ritiro punitivo, ma solo un modo per stare assieme, rivedere alcune cose e cerare di migliorarle. Nelle ultime partite non ci siamo espressi come avremmo dovuto. Resto molto deluso per come la squadra ha giocato a Nicosia e poi nel primo tempo di Verona. Questi giorni trascorsi a Formello ci sono sicuramente serviti, ma ora dobbiamo guardare avanti”. Anche perché la sfida con la Samp è dietro l’angolo: “Dobbiamo tornare a vincere, consapevoli che affrontiamo un avversario difficile, guidato da un ottimo allenatore”.

OBIETTIVO CHAMPIONS — Per centrare l’obiettivo Champions, che Lotito ha confermato essere fondamentale, non c’è tempo da perdere. “Anch’io ritengo che la Lazio debba ambire a questo traguardo e che possa centrarlo. A patto, come ha detto Tare, che non diventi un’ossessione”. Intanto il tecnico ha comunque incassato la fiducia della società. “Le parole di Lotito e Tare mi hanno fatto piacere, anche se per me non sono una novità, perché la loro stima l’ho sempre sentita”. Per quanto riguarda la formazione anti-Samp, Inzaghi deve rinunciare a Marusic (edema al bicipite femorale) e Leiva che continua a lavorare a ritmo ridotto per i postumi dello stiramento dello scorso mese. Al suo posto in cabina di regia ci sarà ancora Badelj, mentre sul versante destro, per rimpiazzare Marusic, è ballottaggio tra Patric (favorito) e Caceres. Solito dubbio in attacco per stabilire chi sarà la spalla di Immobile. Caicedo è leggermente in vantaggio su Correa e Luis Alberto.


 Stefano Cieri 

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Fonte: Gazzetta.it